Bere acqua per ridurre l’ansia
L’ansia è una reazione naturale del corpo, spesso utile in situazioni che richiedono attenzione e vigilanza. Tuttavia, quando diventa persistente o intensa, può produrre una serie di sintomi fisici e psicologici: tensione muscolare, tachicardia, difficoltà di concentrazione, respiro affannoso e una generale sensazione di allerta. Un aspetto meno considerato, ma fondamentale, riguarda la connessione tra idratazione e regolazione dell’ansia.

Il ruolo dell’idratazione nel benessere psicologico
Il cervello è composto per circa il 75% da acqua, e il corretto equilibrio idrico è indispensabile per il suo funzionamento. Anche una lieve disidratazione può influenzare l’umore, aumentando irritabilità e percezione di stress.
Diversi studi hanno mostrato che chi consuma una quantità adeguata di acqua durante la giornata tende a riferire livelli più bassi di ansia e tensione rispetto a chi beve poco.
Perché bere aiuta quando si è in ansia?
Bere acqua non è solo un atto fisiologico, ma anche un piccolo rituale che può interrompere il circolo dell’ansia. I benefici si possono osservare su più livelli:
- Regolazione fisiologica: introdurre liquidi favorisce un miglior equilibrio elettrolitico e contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso.
- Effetto calmante: il gesto stesso di bere lentamente può avere un impatto simile a una micro-pausa di consapevolezza, interrompendo il flusso di pensieri ansiogeni.
- Supporto respiratorio: mantenere la bocca e la gola idratate aiuta a contrastare la sensazione di “fiato corto” tipica degli stati ansiosi.
- Segnale corporeo positivo: ascoltare un bisogno primario e rispondervi favorisce un senso di controllo e di cura verso sé stessi, elementi spesso compromessi in situazioni di ansia.
È vero che la disidratazione può aumentare lo stress?
Sì. Un recente studio condotto dalla Liverpool John Moores University (LJMU) ha dimostrato che chi beve meno di 1,5 litri di liquidi al giorno presenta una risposta allo stress con livelli di cortisolo superiori di oltre il 50% rispetto a chi segue le raccomandazioni sull’idratazione (2 litri per le donne, 2,5 litri per gli uomini).

Che cos’è il cortisolo e perché è importante?
Il cortisolo è il principale ormone dello stress. Una sua produzione eccessiva o una reattività troppo alta agli stimoli stressanti sono associate a un aumento del rischio di malattie croniche come cardiopatie, diabete e depressione.
La disidratazione fa sentire automaticamente più assetati?
Non necessariamente. Lo studio ha rilevato che i partecipanti meno idratati non riportavano una maggiore sensazione di sete rispetto agli altri. Tuttavia, mostravano urine più scure e concentrazione elevata, segni chiari di disidratazione. Questo indica che il corpo può essere sotto stress anche senza segnali evidenti di sete.
In che modo la disidratazione influenza il cervello e lo stress?
Quando l’organismo percepisce una carenza di liquidi, rilascia vasopressina, un ormone che aiuta i reni a trattenere acqua. Ma la vasopressina agisce anche sull’ipotalamo, la parte del cervello che regola la risposta allo stress, aumentando indirettamente il rilascio di cortisolo.
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Quali sono le conseguenze a lungo termine di una scarsa idratazione?
Un’eccessiva reattività del cortisolo allo stress, se mantenuta nel tempo, può contribuire a una cattiva salute generale e a un maggiore rischio di sviluppare patologie croniche.
Come verificare se si è ben idratati?
Un modo pratico è osservare il colore delle urine: un giallo chiaro di solito indica una buona idratazione, mentre un colore più scuro suggerisce la necessità di bere di più.
Acqua, tè o tisane?
Sebbene l’acqua resti la scelta più immediata e neutra, anche tisane rilassanti possono avere un effetto positivo, soprattutto se associate a piante con proprietà calmanti come camomilla, melissa o passiflora. È invece consigliabile limitare il consumo di bevande contenenti caffeina, che possono intensificare agitazione e insonnia.
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Cosa fare in pratica per proteggersi?
Un gesto semplice come tenere una bottiglia d’acqua a portata di mano può aiutare. Bere regolarmente nel corso della giornata sostiene il corpo nel mantenere l’equilibrio idrico e riduce la vulnerabilità agli effetti negativi dello stress.
In psicologia clinica si sottolinea l’importanza di “strategie semplici e immediate” per ridurre l’impatto dei sintomi ansiosi. Bere un bicchiere d’acqua può diventare una di queste: un’azione che richiede pochi secondi, accessibile quasi ovunque, e che unisce beneficio fisico e simbolico.
In questo senso, bere non è solo una necessità biologica, ma un atto di “grounding”, cioè un modo per riportare l’attenzione al corpo e al momento presente.
Dr. Walter La Gatta
Fonte principale
Daniel S. Kashi, Marianne Hunter, Jason P. Edwards, Juliane Zemdegs, Jennifer Lourenço, Anne-Cécile Mille, Erica T. Perrier, Alberto Dolci, Neil P. Walsh. Habitual fluid intake and hydration status influence cortisol reactivity to acute psychosocial stress. Journal of Applied Physiology, 2025; 139 (3): 698 DOI: 10.1152/japplphysiol.00408.2025
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