Gli effetti del divorzio sui figli

Gli effetti del divorzio sui figli: cosa cambia nelle diverse età?

Quando una coppia con figli decide di separarsi, una delle domande più frequenti riguarda il benessere dei bambini: quale sarà l’impatto della separazione?

Per molti anni si è pensato che il divorzio fosse inevitabilmente traumatico per tutti i figli. Oggi sappiamo che la realtà è più complessa. La ricerca psicologica mostra infatti che non è la separazione in sé a determinare il benessere o il malessere dei figli, quanto il modo in cui essa viene gestita.

I bambini possono soffrire sia in una famiglia separata sia in una famiglia formalmente unita ma caratterizzata da continui conflitti, tensioni e ostilità.

Ciò che conta maggiormente è poter continuare a contare su genitori emotivamente disponibili, capaci di collaborare nelle scelte educative e di proteggere i figli dai conflitti della coppia.

Cerchiamo di saperne di più.

 

Psicoterapia • Sessuologia • Ipnosi Clinica

Dr. Walter La Gatta

Psicologo psicoterapeuta specializzato in sessuologia clinica

Dr Walter La Gatta Psicoterapeuta Sessuologo Ancona

La ricerca ci dice che…

I figli tendono ad adattarsi meglio alla separazione quando mantengono relazioni significative con entrambi i genitori e quando vengono tenuti al riparo dalle ostilità tra gli adulti.

Da 0 a 3 anni: il bisogno di continuità

Anche se molto piccoli, i bambini percepiscono i cambiamenti emotivi dell’ambiente familiare. Non comprendono il significato della separazione, ma possono cogliere tensioni, assenze improvvise e modificazioni delle routine quotidiane.

In questa fase della vita il bisogno principale è la prevedibilità. Il bambino si sente sicuro quando le figure di riferimento sono presenti, coerenti e prevedibili nelle loro risposte.

Dopo una separazione possono comparire:

  • maggiore irritabilità;
  • pianto più frequente;
  • difficoltà nel sonno;
  • ansia da separazione;
  • attaccamento particolarmente intenso a uno dei genitori.

Queste reazioni non indicano necessariamente un problema psicologico, ma rappresentano spesso il modo attraverso cui il bambino cerca di adattarsi a una nuova situazione.

Come aiutare il bambino

  • Mantenere routine regolari per sonno, pasti e attività quotidiane.
  • Favorire il contatto con entrambi i genitori quando possibile.
  • Evitare cambiamenti eccessivi e contemporanei.
  • Offrire presenza fisica, rassicurazione e prevedibilità.

Da 3 a 5 anni: quando il bambino si sente responsabile

In età prescolare i bambini iniziano a comprendere meglio ciò che accade attorno a loro, ma tendono ancora a interpretare gli eventi in modo egocentrico.

Per questo motivo possono arrivare a credere che la separazione sia in qualche modo colpa loro:

“Se fossi stato più bravo, mamma e papà non avrebbero litigato.”
“Se non avessi fatto quel capriccio, forse sarebbero ancora insieme.”

Questi pensieri sono molto frequenti e meritano attenzione.

Possono inoltre comparire:

  • paure improvvise;
  • regressioni comportamentali;
  • disturbi del sonno;
  • bisogno costante di rassicurazione.
 

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Come aiutare il bambino

  • Spiegare con parole semplici che la separazione non dipende da lui.
  • Ripetere più volte che continuerà a essere amato da entrambi i genitori.
  • Non coinvolgerlo nei conflitti degli adulti.
  • Evitare critiche e svalutazioni dell’altro genitore in sua presenza.

Dai 6 ai 12 anni: l’età più delicata

Molti studiosi ritengono che la scuola primaria rappresenti una delle fasi più difficili per affrontare la separazione dei genitori.

A questa età i bambini comprendono molto bene che cosa stia accadendo, ma spesso non possiedono ancora gli strumenti emotivi necessari per elaborare la complessità della situazione.

Possono ricordare con nostalgia i periodi precedenti e coltivare fantasie di riconciliazione.

Alcuni bambini cercano di diventare “perfetti” per riportare la pace in famiglia. Altri esprimono il disagio attraverso rabbia, tristezza o difficoltà scolastiche.

Possono emergere:

  • calo del rendimento scolastico;
  • chiusura emotiva;
  • somatizzazioni;
  • sensi di colpa;
  • conflitti di lealtà tra i genitori.

Attenzione ai conflitti di lealtà

Uno dei rischi maggiori è che il bambino si senta costretto a scegliere da che parte stare. I figli non dovrebbero mai essere trasformati in arbitri, confidenti o alleati di uno dei due genitori.

 

Come aiutare il bambino

  • Mantenere una comunicazione aperta e rassicurante.
  • Collaborare nelle decisioni educative fondamentali.
  • Mostrare rispetto reciproco davanti ai figli.
  • Favorire la continuità delle relazioni importanti.
  • Valutare un supporto psicologico in presenza di segnali persistenti di disagio.

Adolescenza: tra autonomia e fragilità

Gli adolescenti comprendono molto meglio dei bambini le difficoltà della relazione di coppia e spesso riescono a riconoscere che la separazione può rappresentare una soluzione a una situazione familiare diventata troppo conflittuale.

Questo non significa che non soffrano.

Molti adolescenti reagiscono mostrando apparente indifferenza. In realtà possono sperimentare sentimenti di rabbia, delusione, tristezza o paura per il futuro della famiglia.

A questa età è frequente che il disagio emerga indirettamente attraverso:

  • calo del rendimento scolastico;
  • chiusura comunicativa;
  • conflitti familiari più intensi;
  • comportamenti oppositivi;
  • isolamento emotivo.

Un errore frequente consiste nel trattare l’adolescente come un adulto o come un confidente.

Per quanto possa sembrare maturo, un figlio adolescente continua ad avere bisogno di genitori che svolgano il proprio ruolo e che non lo coinvolgano nelle dinamiche affettive della separazione.

 

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Come aiutare l’adolescente

  • Ascoltare senza minimizzare le sue emozioni.
  • Rispondere alle domande con sincerità ma senza eccessivi dettagli.
  • Rispettare il suo bisogno di autonomia.
  • Non utilizzarlo come sostegno emotivo o confidente.
  • Mantenere punti di riferimento stabili nella vita quotidiana.

Ciò che protegge davvero i figli

La ricerca suggerisce che i figli affrontano meglio la separazione quando possono continuare a sentirsi figli di entrambi i genitori senza dover scegliere da che parte stare.

Ciò che li protegge maggiormente non è l’assenza di cambiamenti, ma la presenza di adulti capaci di offrire sicurezza, coerenza e disponibilità emotiva.

Anche dopo la fine della relazione di coppia, la relazione genitoriale continua a esistere. Quando mamma e papà riescono a collaborare come genitori, i figli sviluppano generalmente una maggiore capacità di adattamento e una migliore salute psicologica nel lungo periodo.

In conclusione

Non esiste un’età nella quale la separazione sia completamente indolore. Ogni fase dello sviluppo presenta vulnerabilità e bisogni specifici.

La vera differenza è rappresentata dal modo in cui gli adulti affrontano la crisi. Quando i figli vengono protetti dai conflitti, ascoltati nei loro bisogni e mantenuti al centro delle attenzioni educative, riescono generalmente ad adattarsi anche a cambiamenti importanti come il divorzio dei genitori.


Dr. Walter La Gatta

 

Ipnosi Clinica Integrata alla Psicoterapia

Un approccio terapeutico professionale per lavorare su ansia, blocchi emotivi, stress, fobie e difficoltà relazionali.

 
Ipnosi clinica Dr Walter La Gatta psicoterapeuta e sessuologo

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