Prostituzione, escort e clienti: cosa si cerca nel sesso a pagamento?
Quando si parla di prostituzione, il dibattito pubblico tende spesso a polarizzarsi. Da una parte vi sono coloro che considerano ogni forma di lavoro sessuale una forma di sfruttamento; dall’altra chi rivendica il diritto delle persone adulte a vendere servizi sessuali in modo libero e consapevole.
Tra queste due posizioni esiste però una realtà molto più complessa, fatta di storie personali, condizioni economiche, bisogni emotivi, desideri sessuali e differenti modalità di esercizio dell’attività.
Negli ultimi vent’anni la ricerca scientifica ha iniziato a interessarsi non soltanto alle persone che offrono servizi sessuali, ma anche ai loro clienti, cercando di comprendere quali siano le motivazioni che li spingono a cercare sesso a pagamento e quale significato attribuiscano a queste esperienze.
I risultati mostrano che la realtà è molto più articolata di quanto comunemente si immagini.
Cerchiamo di saperne di più.
Chi sono i clienti delle prostitute?
Contrariamente a molti stereotipi, non esiste un profilo unico del cliente di prostitute. Le ricerche condotte in diversi Paesi mostrano una notevole eterogeneità per età, livello di istruzione, stato civile, professione e situazione economica.
Tra i clienti si trovano uomini single, sposati, divorziati, giovani adulti e pensionati. Alcuni ricorrono ai servizi sessuali occasionalmente, altri in modo regolare.
Anche le motivazioni sono estremamente variabili.
Perché alcune persone cercano sesso a pagamento?
Le ragioni possono essere molto diverse tra loro.
Per alcuni il motivo principale è la difficoltà a costruire relazioni sentimentali o sessuali nel contesto tradizionale. Persone molto timide, con ansia sociale, scarsa autostima o limitate opportunità relazionali possono vedere nel sesso a pagamento una soluzione accessibile ai propri bisogni di intimità.
Altri ricercano la possibilità di realizzare fantasie sessuali che non riescono o non desiderano condividere con il partner abituale. Alcuni cercano pratiche particolari, altri desiderano semplicemente vivere esperienze che percepiscono come nuove o trasgressive.
Vi sono poi clienti che descrivono il ricorso alle escort come un modo per evitare le complicazioni emotive associate alle relazioni sentimentali tradizionali: nessun impegno, nessuna aspettativa futura, nessuna responsabilità affettiva.
Altri ancora dichiarano di sentirsi soli e di cercare qualcosa che va ben oltre il sesso.
Il bisogno di intimità: il fenomeno della Girlfriend Experience (GFE)
Uno dei cambiamenti più significativi osservati negli ultimi decenni riguarda la crescente richiesta di servizi definiti Girlfriend Experience (GFE), cioè “esperienza da fidanzata”.
In questi incontri il rapporto sessuale rappresenta solo una parte dell’esperienza. Molti clienti desiderano conversare, essere ascoltati, ricevere attenzioni, condividere momenti di vicinanza emotiva, coccole, abbracci e manifestazioni di affetto.
Alcuni studi hanno mostrato che una parte consistente dei clienti attribuisce grande valore proprio a questi aspetti relazionali, talvolta più che alla prestazione sessuale in sé.
In questi casi il cliente non acquista soltanto sesso, ma una forma temporanea di compagnia e di connessione emotiva.
È possibile sviluppare sentimenti autentici?
La ricerca suggerisce che ciò accade più frequentemente di quanto si pensi.
Gli studiosi Christine Milrod e Ronald Weitzer hanno descritto come alcune relazioni tra clienti abituali ed escort possano evolvere nel tempo in legami caratterizzati da affetto, fiducia e coinvolgimento emotivo.
Naturalmente permane una differenza fondamentale: il rapporto nasce all’interno di uno scambio economico. Tuttavia ciò non esclude necessariamente la comparsa di emozioni autentiche.
Alcuni clienti arrivano a percepire la prostituta abituale come una vera partner affettiva, mentre alcune lavoratrici del sesso riferiscono di sviluppare forme di attaccamento nei confronti di clienti regolari.
Questo fenomeno è stato definito da alcuni autori come una forma di “intimità delimitata”: autentica sul piano emotivo, ma circoscritta dai confini professionali e contrattuali.
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Le escort scelgono sempre questo lavoro?
La risposta è no, ma nemmeno il contrario è corretto.
Uno degli errori più frequenti nel dibattito pubblico consiste nel considerare tutte le persone che si prostituiscono come vittime oppure, al contrario, come lavoratrici completamente libere e autonome.
La realtà appare molto più sfumata.
Esistono persone costrette attraverso violenza, coercizione, tratta internazionale o sfruttamento economico. Esistono persone che vi ricorrono per necessità economica in assenza di alternative soddisfacenti. Esistono infine persone che dichiarano di aver scelto consapevolmente questa attività per motivi economici, di autonomia personale o di flessibilità lavorativa.
Le diverse forme di prostituzione non possono essere comprese attraverso una sola chiave interpretativa.
La prostituzione di strada e quella online sono la stessa cosa?
No.
Negli ultimi vent’anni Internet ha trasformato profondamente il mercato del sesso.
Una quota crescente dell’attività si svolge oggi attraverso piattaforme online, annunci privati, siti dedicati, social network e applicazioni di messaggistica.
Molte persone che lavorano come escort operano in modo indipendente, gestendo direttamente la clientela, mentre altre lavorano all’interno di reti organizzate o agenzie.
La prostituzione di strada continua a esistere, ma rappresenta una parte sempre più ridotta e spesso più vulnerabile del fenomeno complessivo.
Il rapporto tra prostituzione e tratta di esseri umani
Uno dei temi più delicati riguarda il rapporto tra prostituzione e sfruttamento.
Le organizzazioni internazionali concordano sul fatto che una parte significativa del mercato sessuale sia ancora controllata da reti criminali coinvolte nella tratta di esseri umani.
Le vittime vengono spesso reclutate attraverso inganni, ricatti, violenze o condizioni di estrema vulnerabilità economica.
Per questo motivo oggi gli studiosi tendono a distinguere con attenzione tra sex work consensuale e sfruttamento sessuale coercitivo, due fenomeni che possono sovrapporsi ma che non sono automaticamente coincidenti.
La prostituzione è sempre incompatibile con l’intimità?
Questa domanda continua a dividere sociologi, psicologi e filosofi.
Secondo alcuni studiosi l’intimità autentica non può essere acquistata, perché richiede reciprocità spontanea e coinvolgimento libero da interessi economici.
Altri autori sostengono invece che le emozioni possano essere autentiche anche quando si sviluppano all’interno di una relazione professionale.
La ricerca contemporanea sembra suggerire che il confine tra dimensione economica e dimensione affettiva sia spesso meno netto di quanto si immagini.
Molte relazioni umane, anche al di fuori della prostituzione, includono infatti scambi di risorse, cura reciproca, sostegno e aspettative implicite.
Cosa ci dice tutto questo sulle relazioni moderne?
Forse il dato più interessante emerso dagli studi recenti riguarda la crescente domanda di connessione emotiva.
Anche quando il rapporto nasce come semplice transazione economica, molte persone cercano ascolto, vicinanza, conferma del proprio valore e un’esperienza di intimità che vada oltre il sesso.
Questo fenomeno riflette una trasformazione più ampia della società contemporanea, in cui la solitudine, l’isolamento sociale e la difficoltà a costruire relazioni stabili spingono alcune persone a cercare forme alternative di vicinanza emotiva.
Dr. Walter La Gatta
Immagine:
http://commons.wikimedia.org/wiki/Prostitution#/media/File:Cascari1.jpg Wikimedia

Dr. Walter La Gatta
Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico
Il Dr. Walter La Gatta si è laureato in Psicologia presso l’Università di Padova e svolge la libera professione di psicoterapeuta e sessuologo clinico online e in presenza.
Per interesse personale ha conseguito anche una seconda laurea in Sociologia presso l’Università di Urbino.
È specializzato in Sessuologia Clinica presso il CIS (Centro Italiano di Sessuologia) di Bologna ed è Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per Marche Abruzzo e Molise.
È stato membro del Consiglio Direttivo del CIS ed è membro della
SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità)
e della
FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica).
Si occupa di psicoterapia individuale, terapia di coppia e consulenza sessuologica per problematiche legate ad ansia, relazioni, difficoltà sessuali e benessere psicologico.
Le sedute possono essere svolte online tramite WhatsApp e altre piattaforme di videochiamata oppure in presenza.
Riceve ad Ancona, Fabriano, Civitanova Marche e Terni.
Telefono:
348 3314908
Email:
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