Steroidi anabolizzanti e comunità LGBT: perché il fenomeno merita attenzione?
L’attenzione verso il proprio aspetto fisico è un fenomeno sempre più diffuso nella società contemporanea. Social media, app di incontri e modelli estetici spesso irraggiungibili esercitano una pressione crescente su uomini e donne di ogni orientamento sessuale.
Tuttavia, alcune ricerche hanno evidenziato come gli uomini gay e bisessuali possano essere particolarmente esposti al rischio di sviluppare una forte insoddisfazione corporea, con conseguente ricorso a pratiche potenzialmente dannose come l’uso di steroidi anabolizzanti o interventi estetici non necessari.
Cerchiamo di saperne di più.
Da quanto tempo si parla dell’associazione fra uso di steroidi e comunità LGBT?
Uno dei primi studi che ha attirato l’attenzione su questo tema è stato pubblicato nel 2014 dal ricercatore Aaron J. Blashill del Massachusetts General Hospital di Boston. L’obiettivo della ricerca era verificare se esistesse una relazione tra orientamento sessuale e abuso di steroidi anabolizzanti.
Blashill ipotizzava che i ragazzi gay e bisessuali potessero essere maggiormente esposti all’utilizzo di queste sostanze, così come già accade per alcune forme di abuso di alcol e droghe. Tra i fattori presi in considerazione vi erano la maggiore esposizione a fenomeni di discriminazione, i livelli più elevati di stress psicologico, le difficoltà nell’accettazione della propria identità e una più frequente insoddisfazione nei confronti del proprio corpo.
Analizzando i dati relativi a oltre 17.000 adolescenti americani, i ricercatori rilevarono che circa il 21% dei ragazzi gay e bisessuali aveva fatto uso di steroidi almeno una volta nella vita, rispetto a circa il 4% dei coetanei eterosessuali.
Le ricerche successive hanno confermato questi risultati?
Sì. Negli anni successivi numerosi studi internazionali hanno confermato che, mediamente, gli uomini gay e bisessuali mostrano una maggiore vulnerabilità ai problemi legati all’immagine corporea e una più elevata probabilità di ricorrere a pratiche finalizzate alla modifica dell’aspetto fisico.
Questo non significa naturalmente che tutte le persone LGBT sviluppino problematiche legate al corpo o facciano uso di steroidi. Significa piuttosto che, all’interno di alcuni contesti sociali e culturali, possono esistere fattori di rischio specifici che meritano attenzione e prevenzione.
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Perché l’aspetto fisico assume un’importanza così elevata per alcune persone LGBT?
Le ragioni sono molteplici e non possono essere ridotte a una sola spiegazione.
Storicamente, all’interno di alcune sottoculture gay maschili il corpo è stato spesso considerato uno strumento di riconoscimento sociale, appartenenza e attrazione. Negli ultimi anni, inoltre, l’avvento dei social network e delle applicazioni di incontri ha amplificato ulteriormente il peso dell’immagine fisica.
Molte piattaforme consentono infatti di valutare rapidamente una persona sulla base di poche fotografie. Questo meccanismo può favorire il confronto continuo con modelli estetici idealizzati e alimentare la convinzione che il successo affettivo e sessuale dipenda principalmente dall’aspetto fisico.
A ciò si aggiunge il fatto che molte persone LGBT crescono in ambienti caratterizzati da pregiudizi o incomprensioni, sviluppando talvolta sentimenti di vergogna, inadeguatezza o scarsa autostima. Quando il valore personale viene eccessivamente legato all’immagine corporea, il rischio di ricorrere a scorciatoie per modificarla aumenta sensibilmente.
Quale ruolo svolgono i social media?
I social media hanno modificato profondamente il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri.
Le piattaforme digitali sono spesso dominate da immagini accuratamente selezionate e ritoccate che mostrano corpi estremamente muscolosi, definiti e apparentemente perfetti. L’esposizione continua a questi modelli può generare sentimenti di inadeguatezza e alimentare il desiderio di trasformare rapidamente il proprio aspetto.
Numerosi studi hanno evidenziato una correlazione tra utilizzo intensivo dei social media, insoddisfazione corporea, sintomi dei disturbi alimentari e maggiore interesse verso sostanze finalizzate all’aumento della massa muscolare, compresi gli steroidi anabolizzanti.
Il problema non riguarda esclusivamente la comunità LGBT, ma coinvolge oggi un numero crescente di adolescenti e giovani adulti indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
Come avviene generalmente il primo contatto con gli steroidi?
Nella maggior parte dei casi il primo contatto avviene all’interno delle palestre, attraverso amici, conoscenti o persone che già utilizzano queste sostanze.
Spesso gli steroidi vengono presentati come strumenti capaci di accelerare notevolmente la crescita muscolare e migliorare le prestazioni fisiche. Chi si sente insoddisfatto del proprio corpo può essere particolarmente vulnerabile a queste promesse.
Le motivazioni più frequenti riguardano il desiderio di sentirsi più attraenti, aumentare la fiducia in sé stessi, ottenere approvazione sociale o migliorare le proprie possibilità relazionali e sessuali.
Dove vengono acquistati gli steroidi anabolizzanti?
Molti steroidi vengono venduti illegalmente attraverso il mercato nero, Internet o circuiti informali. Questo comporta un ulteriore rischio per la salute, poiché spesso non è possibile conoscere con precisione la composizione dei prodotti acquistati.
In alcuni casi le sostanze possono essere contaminate, contraffatte o contenere dosaggi diversi da quelli dichiarati, aumentando ulteriormente il rischio di effetti collaterali.
Quali sono i principali rischi per la salute?
Gli steroidi anabolizzanti agiscono alterando profondamente il sistema endocrino. L’organismo riceve quantità elevate di ormoni sintetici e riduce progressivamente la propria produzione naturale.
Nel breve termine possono comparire acne, irritabilità, sbalzi d’umore, insonnia e alterazioni della pressione arteriosa. Sul lungo periodo possono manifestarsi problemi cardiovascolari, danni epatici, infertilità, alterazioni ormonali persistenti e importanti conseguenze psicologiche.
Alcuni utilizzatori sviluppano sintomi depressivi, episodi di aggressività, ansia o una vera e propria dipendenza psicologica dall’immagine corporea ottenuta grazie alle sostanze.
Esistono conseguenze sulla sessualità?
Assolutamente sì. Contrariamente a quanto molti immaginano, l’uso di steroidi non migliora necessariamente la salute sessuale.
Uno degli effetti collaterali più frequenti è la disfunzione erettile, che può comparire sia durante l’assunzione sia dopo la sospensione delle sostanze. Possono inoltre verificarsi riduzione della fertilità, diminuzione della produzione di testosterone naturale e alterazioni del desiderio sessuale.
Non è un caso che farmaci per la disfunzione erettile vengano frequentemente rinvenuti insieme agli steroidi nei sequestri effettuati dalle autorità doganali.
Come si può prevenire l’abuso di steroidi?
La prevenzione non può limitarsi a mettere in guardia dai rischi medici. È necessario intervenire anche sui fattori psicologici e culturali che favoriscono il fenomeno.
Promuovere una visione più realistica e inclusiva del corpo maschile rappresenta un passo fondamentale. È importante ricordare che il valore di una persona non dipende dalla definizione degli addominali, dalla massa muscolare o dal numero di follower ottenuti sui social network.
Parallelamente, è utile sostenere percorsi di educazione affettiva e psicologica che aiutino le persone LGBT a sviluppare una maggiore accettazione di sé e una più solida autostima, indipendentemente dagli standard estetici dominanti.
L’uso di steroidi anabolizzanti non è un problema esclusivamente legato alla comunità LGBT, ma anche in questa comunità è importante contrastare modelli corporei irrealistici e promuovere una cultura dell’accettazione di sé.
Dr. Walter La Gatta
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Dr. Walter La Gatta
Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico
Il Dr. Walter La Gatta si è laureato in Psicologia presso l’Università di Padova e svolge la libera professione di psicoterapeuta e sessuologo clinico online e in presenza.
Per interesse personale ha conseguito anche una seconda laurea in Sociologia presso l’Università di Urbino.
È specializzato in Sessuologia Clinica presso il CIS (Centro Italiano di Sessuologia) di Bologna ed è Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per Marche Abruzzo e Molise.
È stato membro del Consiglio Direttivo del CIS ed è membro della
SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità)
e della
FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica).
Si occupa di psicoterapia individuale, terapia di coppia e consulenza sessuologica per problematiche legate ad ansia, relazioni, difficoltà sessuali e benessere psicologico.
Le sedute possono essere svolte online tramite WhatsApp e altre piattaforme di videochiamata oppure in presenza.
Riceve ad Ancona, Fabriano, Civitanova Marche e Terni.
Telefono:
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