L’ansia del primo rapporto sessuale dopo i 30 anni

L’ansia del primo rapporto sessuale dopo i 30 anni: perché è più comune di quanto si pensi

Si tende a pensare che il primo rapporto sessuale debba avvenire durante l’adolescenza o nei primi anni dell’età adulta. In realtà non è così. Sempre più uomini e donne arrivano ai trent’anni, o li superano, senza aver mai avuto un rapporto sessuale completo oppure senza aver maturato un’esperienza che li faccia sentire sicuri di sé.Le ragioni possono essere molteplici: educazione religiosa, relazioni in cui si è scelto di aspettare, timidezza, ansia sociale, difficoltà a trovare il partner giusto, problemi di salute, precedenti esperienze negative o semplicemente circostanze della vita.Qualunque sia il motivo, una domanda accomuna molte persone: “Come affronterò il mio primo rapporto sessuale a questa età?”

La buona notizia è che non esiste un’età “giusta” per iniziare la propria vita sessuale e che l’inesperienza non è un difetto di cui vergognarsi.

 

Psicoterapia • Sessuologia • Ipnosi Clinica

Dr. Walter La Gatta

Psicologo psicoterapeuta specializzato in sessuologia clinica.

Dr Walter La Gatta Psicoterapeuta Sessuologo Ancona

Perché dopo i 30 anni aumenta l’ansia

Chi affronta il primo rapporto sessuale dopo i trent’anni spesso non teme tanto il rapporto in sé, quanto il giudizio dell’altra persona.

I pensieri più frequenti sono: “Si accorgerà che sono inesperto?”, “Farò una brutta figura?”, “Penserà che ci sia qualcosa che non va in me?” oppure “Sarò all’altezza delle sue esperienze passate?”.

Queste domande possono trasformare un momento di intimità in una sorta di esame da superare. Più aumenta il desiderio di fare “bella figura”, più cresce l’ansia e più diventa difficile vivere il rapporto con spontaneità.

L’esperienza non si misura con il numero dei rapporti

Molte persone credono che chi ha avuto numerosi partner sia automaticamente un amante migliore. In realtà le competenze relazionali e sessuali non dipendono dal numero delle esperienze vissute.

L’intimità è soprattutto comunicazione, ascolto reciproco, rispetto dei tempi dell’altro e capacità di condividere emozioni. Ogni nuova relazione rappresenta comunque un’esperienza diversa, anche per chi ha alle spalle una lunga vita sessuale.

Per questo motivo chi è alla prima esperienza non parte necessariamente svantaggiato.

Il/La partner potrebbe viverla con molta più naturalezza di quanto immaginiate

Chi teme di essere giudicato tende spesso a sopravvalutare l’importanza che l’altra persona attribuisce alla propria inesperienza.

Se il rapporto si basa su affetto, fiducia e rispetto reciproco, il partner difficilmente sarà interessato a “valutare una prestazione”. Nella maggior parte dei casi sarà molto più importante il clima emotivo che si crea tra i due che non la perfezione tecnica.

Molte persone scoprono con sorpresa che le paure coltivate per anni erano molto più grandi delle difficoltà realmente incontrate.

 

Congresso Centro Italiano di Sessuologia

Intervento di Dr. Walter La Gatta su Non Monogamia Etica

 

L’ansia da prestazione è il vero ostacolo

L’ansia da prestazione può interessare sia gli uomini sia le donne.

Negli uomini può manifestarsi con difficoltà a mantenere l’erezione, eiaculazione molto rapida o difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Nelle donne può provocare tensione muscolare, difficoltà a rilassarsi, riduzione del desiderio o dolore durante il rapporto.

In tutti questi casi il problema non dipende dall’incapacità sessuale, ma dal fatto che l’attenzione è completamente concentrata sulla paura di sbagliare anziché sulle sensazioni del momento.

 

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È necessario dire al/alla partner che è la prima volta?

Non esiste una regola valida per tutti. Alcune persone preferiscono condividere subito la propria inesperienza perché questo permette loro di sentirsi più rilassate. Altre scelgono di parlarne quando la relazione è diventata più solida.

Ciò che conta è che la decisione non sia guidata esclusivamente dalla paura del giudizio. Se ci si sente accolti e rispettati, parlare apertamente delle proprie emozioni può rafforzare la fiducia reciproca e ridurre notevolmente l’ansia.

Esistono “trucchi” per evitare l’ansia?

Quando si teme il primo rapporto, molte persone cercano strategie per controllare ogni possibile imprevisto. In realtà l’idea stessa di dover controllare tutto finisce spesso per aumentare la tensione.

È molto più utile concentrarsi sulla costruzione dell’intimità, dedicarsi ai momenti di tenerezza, lasciarsi guidare dalla curiosità reciproca e rispettare i tempi della coppia, senza vivere il rapporto come una prova da superare.

La sessualità non è una prestazione sportiva e non richiede perfezione. Richiede soprattutto presenza, ascolto e disponibilità a condividere un momento importante con un’altra persona.

Non esiste un’età giusta per vivere la propria sessualità

La pressione sociale porta spesso a credere che determinate esperienze debbano essere vissute entro una certa età. Questa convinzione genera inutili sensi di colpa in chi ha seguito un percorso diverso.

Ogni storia personale è unica. C’è chi vive il primo rapporto a diciotto anni, chi a trenta, chi a quaranta e chi decide consapevolmente di aspettare ancora. Nessuna di queste situazioni definisce il valore di una persona né la sua capacità di costruire una relazione soddisfacente.

Quando chiedere aiuto a uno psicologo

Se la paura del rapporto sessuale porta a evitare sistematicamente le relazioni, provoca intensa sofferenza o alimenta continui pensieri di inadeguatezza, può essere utile parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Un percorso psicologico può aiutare a comprendere l’origine dell’ansia, ridimensionare le aspettative irrealistiche e sviluppare una maggiore sicurezza nelle proprie capacità relazionali e affettive.

Dr. Walter La Gatta

 

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Foto di Jaycee300s : https://www.pexels.com/it-it/foto/giovane-donna-in-posa-con-un-microfono-sul-palco-38170215/

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